Lotto 286: 80.000 dollari di Singapore. Lotto 287: 100.000. Il 4 ottobre 2026, alla Grand Cellar Auction della Singapore Wine Week, due bottiglie da 75 cl di Château Mouton Rothschild 1945 hanno stabilito e, pochi istanti dopo, superato il record mondiale per una singola bottiglia di questo millesimo.
Ripercorriamo l’asta, l’annata e l’etichetta con la V della Vittoria, la prima delle etichette d’artista di Mouton; in fondo, le annate che trovi oggi nel Mercato eWibe e come berle.
Il record di Singapore
La vendita si è tenuta al Resorts World Sentosa e le due cifre sono prezzi di aggiudicazione, al netto dei diritti d’asta: al cambio del 12 ottobre, circa € 56.000 e € 70.000. Il record è quello dichiarato dagli organizzatori nel comunicato del 12 ottobre.
Il termine di paragone che indicano è la vendita della cantina di William Koch da Sotheby’s a New York, nel maggio 2016: dieci bottiglie di 1945 in un lotto unico, aggiudicate per 343.000 dollari, circa 34.300 a bottiglia. Un confronto indicativo, perché quella è una media e le case d’asta di norma pubblicano i risultati con i diritti compresi.
Il comunicato non dice da quali cantine arrivassero le due bottiglie. Per un vino di ottantun anni la provenienza pesa quanto il livello di colmatura, il tappo e l’etichetta.
L’annata 1945 nel Médoc
Il 2 maggio 1945 una gelata, tardiva per il calendario, colpì il Médoc e ridusse drasticamente il raccolto. Un’estate calda e secca nobilitò poi le poche uve rimaste, portandole a piena maturazione, e la vendemmia fu precoce e senza intoppi.
A Mouton la resa si fermò intorno ai 10 ettolitri per ettaro, su vigne che negli anni della guerra non erano state rinnovate e contavano molte piante vecchie: da qui vengono la concentrazione e la struttura che tengono in vita il vino da otto decenni. Ne uscirono 74.422 bottiglie, 1.475 magnum e 24 jéroboam.
Per il barone Philippe de Rothschild fu anche l’anno del ritorno: la proprietà, confiscata durante l’occupazione, era stata affidata a un amministratore nominato dai tedeschi, e lui rientrò dall’Inghilterra in tempo per la vendemmia. In cantina c’era Raoul Blondin, maître de chai di Mouton per oltre cinquant’anni.
Il giudizio della critica
All’epoca Mouton era un Deuxième Cru, eppure il suo 1945 è considerato da molti il vino dell’annata, Premier Cru compresi. Per anni, alle aste, fu pagato più di loro, e il barone ne fece un argomento della lunga battaglia per la promozione, arrivata nel 1973.
Quattro critici, quattro 100/100:
Robert Parker: “un 100 punti costante, solo perché la mia scala si ferma a quel numero”;
Neal Martin, Wine Advocate: “perfezione”;
Lisa Perrotti-Brown, Wine Advocate, che nel 2019 ne descriveva il naso con ciliegia nera, rosa, lavanda, scatola di sigari e cioccolato fondente;
Jane Anson, Inside Bordeaux.
Michael Broadbent, che lo assaggiò più di venti volte tra gli anni ’50 e il 1990, lo definì “semplicemente inconfondibile”: al naso, potenza e spezie, con cannella, eucalipto e zenzero.
La V della Vittoria e le etichette d’artista
L’idea di un’etichetta d’autore il barone l’aveva avuta già nel 1924, quando affidò a Jean Carlu il disegno per la prima annata imbottigliata interamente allo château. Per l’epoca era troppo avanti, e l’esperimento restò isolato.
Nel 1945, per celebrare la vittoria degli Alleati, il barone si rivolse a un giovane disegnatore ancora sconosciuto, Philippe Jullian. Ne uscì una fascia bianca con foglie di vite e una corona d’alloro, la V con cui Churchill aveva accompagnato gli anni di guerra e la scritta 1945 Année de la Victoire.
Da allora ogni annata ha la sua opera: Jean Cocteau nel 1947, Georges Braque nel 1955, Salvador Dalí nel 1958, Joan Miró nel 1969, Marc Chagall nel 1970, Andy Warhol nel 1975, Keith Haring nel 1988, Francis Bacon nel 1990, Balthus nel 1993, Jeff Koons nel 2010.
Un caso a parte è il 1973: Picasso era morto in aprile e il barone, invece di commissionare un’opera, scelse con il permesso della famiglia una sua Bacchanale del 1959. È la prima annata da Premier Cru, con il motto che da allora compare su ogni etichetta: Premier je suis, second je fus, Mouton ne change (primo sono, secondo fui, Mouton non cambia).
Château Mouton Rothschild oggi
Nel 1853 il barone Nathaniel de Rothschild acquistò Château Brane-Mouton, a Pauillac, e gli diede il nome della famiglia. Il bisnipote Philippe lo guidò dal 1922, quando aveva vent’anni, fino alla morte, nel 1988; poi la figlia Philippine e, dal 2014, il figlio maggiore di lei, Philippe Sereys de Rothschild.
Il vigneto, poco più di 80 ettari, occupa il Plateau de Mouton, un dosso di ghiaie profonde fino a 8 metri che sale a 27 metri sul livello del mare (un’altura, per il Médoc). È piantato per l’81% a Cabernet Sauvignon, per il 15% a Merlot, per il 3% a Cabernet Franc e per l’1% a Petit Verdot.

Nel calice ha i tratti di Pauillac: cassis, grafite, legno di cedro, tabacco e spezie, su una trama tannica fitta che chiede tempo. Per i vicini di casa, leggi il nostro articolo sui grandi château della Rive Gauche.
Le annate di Mouton su eWibe
Nel Mercato eWibe trovi quindici annate di Château Mouton Rothschild tra il 2000 e il 2020: il 2000, il 2005, il 2006 e tutte quelle dal 2009 al 2020, da acquistare subito al miglior prezzo di vendita o con un’offerta a chi le possiede. Puoi costruire una verticale o seguire le etichette: il 2000, con l’Ariete di Augusta in smalto d’oro direttamente sul vetro, il 2005 di Giuseppe Penone, il 2010 di Jeff Koons, il 2020 di Peter Doig.
Le bottiglie entrano su eWibe solo da produttori, distributori ufficiali e commercianti certificati, mai da collezioni private o da acquisti in asta. All’arrivo le controlliamo una per una: etichetta e retroetichetta, carta velina, capsula, vetro, livello di colmatura, colore, eventuali segni di colatura dal tappo. Poi restano nei nostri caveau, a temperatura e umidità controllate, assicurate per il 100% del prezzo d’acquisto: quando cambiano proprietario non si spostano di un centimetro, ed escono solo quando ne richiedi la spedizione a domicilio.
Quando berli
Un grande Mouton chiede pazienza: nelle annate importanti il tannino ha bisogno di 15-20 anni per distendersi. Tra le annate del Mercato, 2000, 2005 e 2006 si possono già godere; 2009, 2010, 2016 e 2020 conviene conservarle, perché la struttura promette ancora molti anni di evoluzione.
Servilo a 16-18 °C. Le annate giovani guadagnano da un paio d’ore in caraffa; quelle mature vanno tenute in piedi per un giorno o due e decantate subito prima di servire, solo per separarle dal deposito. Con i tappi più vecchi, meglio il cavatappi a lame.

Domande frequenti
Quanto è stato pagato il Mouton Rothschild 1945 a Singapore?
Il 4 ottobre 2026, alla Grand Cellar Auction della Singapore Wine Week, due bottiglie da 75 cl sono state aggiudicate per 80.000 e 100.000 dollari di Singapore, al netto dei diritti d’asta: circa € 56.000 e € 70.000 al cambio del 12 ottobre. Secondo gli organizzatori è il record mondiale per una singola bottiglia di questo millesimo.
Perché il Mouton Rothschild 1945 è il millesimo della Vittoria?
Per celebrare la vittoria degli Alleati, il barone Philippe de Rothschild affidò l’etichetta a Philippe Jullian, che la disegnò intorno alla V di Churchill con la scritta 1945 Année de la Victoire. Da allora ogni annata di Mouton ha in etichetta l’opera di un artista.
Quando Mouton Rothschild è diventato Premier Cru?
Nel 1973. Nella classificazione del 1855 era un Deuxième Cru; la promozione arrivò dopo una lunga battaglia del barone Philippe, e da allora ogni etichetta porta il motto Premier je suis, second je fus, Mouton ne change.
Quali annate di Mouton Rothschild si trovano su eWibe?
Nel Mercato eWibe ci sono quindici annate tra il 2000 e il 2020: il 2000, il 2005, il 2006 e tutte quelle dal 2009 al 2020. Le bottiglie sono custodite nei caveau eWibe, a temperatura e umidità controllate.
Come si serve un Mouton Rothschild?
A 16-18 °C. Le annate giovani guadagnano da un paio d’ore in caraffa; quelle mature vanno tenute in piedi per un giorno o due e decantate subito prima di servire, solo per separare il vino dal deposito.