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Bruno Giacosa: da Neive al Falletto, storia dell’etichetta rossa

· Leonardo Bernasconi

Filari di Nebbiolo su una collina di Langa in autunno, per l’articolo su Bruno Giacosa e il Falletto di Serralunga d’Alba.

“Ogni sorì, ogni sentiero, ogni crinale, ogni capezzagna”: così Angelo Gaja, nel 2013, misurava la confidenza di Bruno Giacosa con le colline di Langa. Il suo nome torna in primo piano con il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2020, che figura tra i Tre Bicchieri 2027 del Gambero Rosso nell’elenco dei migliori vini del Piemonte, reso noto a metà ottobre.

Ripercorriamo la storia della casa di Neive, dal mestiere di mediatore di uve alle vigne di proprietà, il significato dell’etichetta rossa e lo stile dei vini; in fondo, le bottiglie di Giacosa che trovi su eWibe e come goderle al meglio.

Dal mestiere di mediatore alle prime bottiglie

Bruno Giacosa nasce a Neive nel 1929, terza generazione di una famiglia che con le uve lavora da tempo: il nonno Carlo e il padre Mario sono mediatori e commercianti, un mestiere che impone di conoscere vigne, esposizioni e vignaioli uno per uno. Bruno lascia la scuola negli anni della guerra e a quindici anni è già nell’attività di famiglia. “Ho imparato a riconoscere le posizioni migliori e a capire i suoli delle vigne”, racconterà nel 2013 a Wine Spectator.

Il talento del selezionatore si traduce presto in bottiglia, quando Giacosa ancora non possiede un filare. Il vino che lo rende celebre porta il nome di una vigna, il Barbaresco Santo Stefano, imbottigliato dalla vendemmia 1964 con uve acquistate; con il 1967 arriva la prima Riserva da Asili, la collina che diventerà la firma di Giacosa a Barbaresco.

Il Falletto di Serralunga d’Alba

La svolta arriva nel 1982, quando Giacosa acquista a Serralunga d’Alba il vigneto Falletto: per la prima volta il suo Barolo può nascere da uve di proprietà. Nello stesso anno entra in azienda la figlia Bruna, che con gli anni diventerà il volto della casa e ne seguirà il lato commerciale.

Il Falletto è un anfiteatro di argille calcaree esposto a sud-sud-ovest, e la parcella da cui nasce la Riserva si chiama Le Rocche. Per tenere distinte le due anime della produzione, i vini delle vigne di proprietà escono come Azienda Agricola Falletto, quelli da uve acquistate come Casa Vinicola Bruno Giacosa. Dalla vendemmia 2012, però, Barolo e Barbaresco nascono esclusivamente da uve di proprietà, e con quella scelta si è chiusa anche la storia del Santo Stefano.

Oggi le vigne sono una ventina di ettari, tra Serralunga d’Alba, La Morra e Barbaresco, dove la casa conduce Asili e Rabajà.

L’etichetta rossa

Tra i collezionisti di Langa l’etichetta rossa si legge quasi come un bollettino d’annata. Giacosa la concede soltanto alle Riserve, prodotte nei millesimi che la casa giudica eccezionali, e il giudizio è tutto suo: la Riserva di Le Rocche non è uscita né nel 2013 né nel 2015, mentre ha avuto la sua etichetta rossa la 2014, annata fresca e piovosa che molti avevano liquidato in fretta.

Il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2017 ha ottenuto 98/100 da JamesSuckling.com e 97/100 da Monica Larner su Wine Advocate. La Riserva 2020 dei Tre Bicchieri ha macerato trenta giorni in tini di legno e ha affinato 32 mesi in grandi botti di rovere francese, poi altri 24 in bottiglia: ne sono state prodotte 10.860 bottiglie, 1.500 magnum e 200 formati da 3 litri.

Uno stile classico

Grandi botti di rovere in una cantina storica delle Langhe, dove riposano Barolo e Barbaresco

Lo stile della casa è rimasto fedele a sé stesso: macerazioni lunghe, fino a un mese sulle bucce, e affinamento in grandi botti di rovere francese. Ne nascono Nebbiolo dal granato luminoso, con profumi di rosa, piccoli frutti rossi, spezie e note balsamiche, sostenuti da un tannino fitto che chiede anni per distendersi.

A Barbaresco, Asili fa da contraltare al Falletto: il Barbaresco Asili 2022 ne offre un ritratto giovane, mentre le Riserve 2020 e 2016 mostrano fin dove questa vigna sappia spingersi con il tempo.

Bruna Giacosa e la cantina oggi

Nel 2006 un ictus allontana Bruno dalla cantina per un anno, e la guida dell’azienda passa di fatto a Bruna. Al suo fianco torna nel 2011 Dante Scaglione, l’enologo che aveva lavorato con il padre per sedici anni, dai primi anni ’90. Bruno Giacosa si spegne nel gennaio 2018, a 88 anni. Il testimone è passato senza strappi: le vigne sono quelle scelte dal padre, e l’etichetta rossa continua a uscire soltanto quando l’annata la merita.

Le bottiglie di Giacosa su eWibe

Nella Selezione trovi il Barolo 2020, il Barolo 2018 e il Nebbiolo d’Alba 2024, a prezzo fisso, IVA inclusa: bottiglie acquistate direttamente dalle cantine produttrici, dagli importatori ufficiali e dai nostri partner certificati.

Nel Mercato le referenze di Bruno Giacosa sono venticinque, tra etichette e annate, dal 2000 al 2022: tra le altre il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2017, le Riserve in etichetta rossa del 2016 e del 2004, il Barolo Falletto Vigna Le Rocche 2019, il Barolo Falletto 2021 e i Barbaresco Asili. Puoi acquistarle subito al miglior prezzo di vendita o fare un’offerta a chi le possiede.

Le bottiglie entrano su eWibe solo da produttori, distributori ufficiali e commercianti certificati, mai da collezioni private o da acquisti in asta, e all’arrivo le controlliamo una per una. Poi restano nei nostri caveau, a temperatura e umidità controllate, assicurate per il 100% del prezzo d’acquisto: a ogni passaggio di proprietà non corrisponde alcuna movimentazione, e la bottiglia esce solo quando ne richiedi la spedizione a domicilio.

Quando berli

Le Riserve in etichetta rossa chiedono almeno un decennio dalla vendemmia prima che il tannino si distenda, e reggono poi molti anni di evoluzione; le etichette bianche del Falletto e i Barbaresco Asili si concedono prima, senza per questo temere la cantina. Per custodirle al meglio, vale quanto raccontato nel nostro articolo su come conservare i vini di pregio. Il Nebbiolo d’Alba 2024, invece, è la bottiglia da stappare già oggi.

Servili a 16-18 °C, in calici ampi. Le annate giovani guadagnano da un’ora o due in caraffa; quelle mature vanno tenute in piedi per un giorno, perché il deposito scenda sul fondo, e decantate subito prima di servire, solo per separare il vino dal deposito.

Domande frequenti

Chi era Bruno Giacosa?

Un produttore di Barolo e Barbaresco nato a Neive nel 1929, in una famiglia di mediatori e commercianti di uve. Imbottigliò il Barbaresco Santo Stefano dalla vendemmia 1964 e nel 1982 acquistò il vigneto Falletto a Serralunga d’Alba. È scomparso nel gennaio 2018, a 88 anni.

Che cos’è l’etichetta rossa di Bruno Giacosa?

È l’etichetta delle Riserve, prodotte soltanto nei millesimi che la casa giudica eccezionali. La Riserva di Le Rocche, per esempio, non è uscita né nel 2013 né nel 2015.

Che riconoscimento ha il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2020?

È tra i Tre Bicchieri 2027 del Gambero Rosso. Ne sono state prodotte 10.860 bottiglie, 1.500 magnum e 200 formati da 3 litri.

Quali vini di Bruno Giacosa si trovano su eWibe?

Nella Selezione il Barolo 2020, il Barolo 2018 e il Nebbiolo d’Alba 2024. Nel Mercato venticinque tra etichette e annate, dal 2000 al 2022, tra cui il Barolo Falletto Vigna Le Rocche Riserva 2017 e il Barbaresco Asili Riserva 2020.

Le bottiglie citate su eWibe

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